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Al fotovoltaico servono semplificazioni

Al fotovoltaico servono semplificazioni
Burden sharing regionali con aree idonee, sblocco delle autorizzazioni e adeguamento del mercato elettrico: secondo Italia Solare queste sono le condizioni per raggiungere gli obiettivi prefissati per gli impianti al 2030 e 2050

Al fotovoltaico servono semplificazioni.

Nel 2021 l’Italia ha raggiunto il traguardo del primo milione di impianti fotovoltaici complessivamente installati sul proprio territorio, e nei prossimi cinque anni più del 50% di tutta la nuova capacità elettrica sarà prodotta da impianti fotovoltaici – la tecnologia più economica insieme all’eolico.

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«Si tratta di cifre importanti – afferma Paolo Rocco Viscontini, Presidente di Italia Solare – ma che non devono trarre in inganno. Negli ultimi otto anni le nuove installazioni hanno fatto registrare una media annuale di potenza inferiore a 500 MWp, insufficienti per ridurre efficacemente la dipendenza dal gas e, quindi, per limitare l’aumento dei prezzi dell’energia. Oggi la potenza totale installata nel nostro paese è pari a 22,4 GWp, poco più un terzo della Germania – Paese che coi suoi quasi 60 GWp installati garantisce al proprio sistema energetico un vantaggio significativo in termini di costi dell’energia, a favore dei cittadini e imprese».

Gli impianti fotovoltaici possono essere una delle soluzioni contro il “caro bollette”?

I dati lo dimostrano. Si tratta di una tecnologia collaudata e diffusa, immediatamente disponibile e di lungo termine, ed è anche quella che crea più occupazione: rispetto alle altre tecnologie di produzione elettrica, il numero dei posti di lavoro creati è superiore da due a sei volte».

Qual è la situazione rispetto agli obiettivi individuati dal PNIEC?

È necessario dare massima priorità alla definizione degli obiettivi regionali e delle aree idonee, tra le quali dovrebbero rientrare da subito aree industriali, cave, discariche e aree agricole abbandonate. I continui stop autorizzativi causati dalle sovrintendenze creano danni giganteschi e al paesaggio stesso, che sta già pagando queste opposizioni in termini di siccità e dissesti idrogeologici causati dai sempre più frequenti eventi climatici catastrofici. Purtroppo, la semplificazione auspicata con la Pas (“Procedura abilitativa semplificata”) nonsta funzionando perché il ministero della Transizione ecologica ha precisato che, per evitare rischi di artati frazionamenti, le linee di connessione devono seguire gli iter autorizzativi standard in presenza di vincoli (che come noto sono sempre presenti lungo le linee), anche nel caso di cavi interrati. Tutto questo nonostante le normative vigenti prevedano il contrario.

Al fotovoltaico servono semplificazioni, dunque

Ancora una volta non si è stati capaci di semplificare per davvero: auspichiamo che il ministero collabori con gli operatori prima di prendere provvedimenti che producono risultati opposti rispetto a quelli attesi e dichiarati. Parallelamente, è altrettanto importante investire nelle opere strategiche per l’intero sistema elettrico nazionale, che sono il principale fattore abilitante della transizione energetica, in modo da trasportare le fonti rinnovabili prodotte prevalentemente nel Sud Italia verso i centri di consumo del Nord.

Gli accumuli fanno parte di questa strategia?

Probabilmente si sta sottovalutando il potenziale degli accumuli per le nuove installazioni, in ambito fotovoltaico ed eolico. Il PNIEC prevede 10 GW al 2030, ma visti le tendenze di crescita delle capacità produttive e di decrescita dei prezzi sarebbe necessario installare molte decine di GW, per rimediare a una sovracapacità – ormai pressoché certa – con centrali a gas che tra pochi anni prenderanno importanti somme per non funzionare mai. Anche in questo caso i costi saranno molto elevati. Ritengo che famiglie e aziende dovrebbero chiedere conto a tutti i governi che, dal 2014 a oggi, si sono sempre troppo preoccupati di difendere gli interessi delle partecipate – quindi del gas – piuttosto che della collettività.

Puntare con decisione sul fotovoltaico può essere un’opportunità anche per l’industria?

Date le previsioni di crescita nei prossimi anni, è senza dubbio arrivato il momento di tornare a pensare seriamente a una filiera industriale nazionale dei componenti. I fondi del PNRR rappresentano senza dubbio una grande opportunità di sviluppo, ma dovranno essere spesi in modo appropriato e trasparente. Non piace leggere, già nel testo del PNRR stesso, i nomi di beneficiari di contributi pubblici senza alcuna chiarezza sui criteri di assegnazione dei relativi fondi. Chiediamo perciò gare a evidenza pubblica per l’assegnazione dei fondi per le produzioni industriali».

(Al fotovoltaico servono semplificazioni)

Potenza installata nel 2021 in Europa

Nel 2021 la Germania (83 milioni di abitanti) ha installato impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 5.400 MWp, contro i circa 1.000 MWp di nuove installazioni realizzate nello stesso periodo in Italia (60 milioni di abitanti). Il confronto è impietoso anche nei confronti di molti altri paesi europei, che non possono sicuramente vantare condizioni climatiche favorevoli agli impianti fotovoltaici. L’anno scorso il nostro Paese è stato superato dai 1.900 MWp della Francia (64,3 milioni), dai 2.690 MWp della Polonia (38 milioni), dai 3.200 MWp della Spagna (46,7 milioni) e dai 3.400 MWp dei Paesi Bassi (16,7 milioni). In questa speciale classifica abbiamo superato i 950 MWp del Belgio (11,5 milioni) e i 750 MWp dell’Ungheria (9,7 milioni). (G.L.F.)

 

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