Agricoltura green: un’esperienza da seguire

Agricoltura green
Agricoltura green
Energy independent farm, un modello innovativo in cui le aziende sono autonome sul fronte energetico. Un sogno? No, come dimostra la collaborazione fra New Holland e la cooperativa il Raccolto. Un’esperienza innovativa raccontata dalla voce dei protagonisti

Agricoltura green.

Aumentare la sostenibilità della propria azienda agricola con le risorse a disposizione, abbattendo dell’80% le emissioni di anidride carbonica e riducendo drasticamente il rumore: il rapporto tra New Holland e la cooperativa il Raccolto è un significativo esempio di economia circolare.
Ma per quali motivi il settore agricolo si presta particolarmente bene all’economia circolare? «L’agricoltura – spiega Emanuele Paganelli, Marketing Manager di New Holland Italia – può aiutare lo sviluppo sostenibile del Paese. Noi puntiamo al concetto di “energy independent farm” ovvero un modello di azienda agricola energicamente indipendente, che è un bene sia per l’azienda sia per il pianeta. In una moderna impresa agricola – prosegue Paganelli – si può produrre o autoprodurre energia da fonti rinnovabili, cioè da carburanti non fossili. Energia che può essere immessa nella rete o utilizzata direttamente dell’agricoltore per muovere i mezzi».

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Emanuele Paganelli

Agricoltura green: un connubio “naturale”

Che il connubio “sostenibilità-agricoltura” sia un fatto, per così dire, “naturale” lo conferma anche Eros Gualandi, presidente della cooperativa il Raccolto. «L’economia circolare – dice – è insita nell’agricoltura, che per definizione deve produrre e usare risorse rinnovabili, quindi in maniera sostenibile. Nelle aziende agricole si è da sempre usato il terreno per produrre cibo destinato a uomini e animali ma anche, direttamente o indirettamente, per altri scopi: ricavare materie prime per i tessuti come con la canapa, il siero del latte come cibo per i maiali, il letame come migliore e necessario fertilizzante. Non c’è concime tanto performante».
Questo “storicamente”, ma la sfida di oggi qual è? Risponde ancora Eros Gualandi. «Oggi, siamo impegnati a cercare un sempre miglior utilizzo delle risorse e, dal punto di vista dei mezzi, vediamo solo New Holland come realtà che ci può accompagnare».
Inevitabile rivolgere uno sguardo al futuro. Quali obiettivi possiamo auspicare che vengano raggiunti? «New Holland – dice Emanuele Paganelli – già da 15 anni è riconosciuta come clean energy leader. Dal 2006 cerchiamo di interpretare le esigenze di sostenibilità e il cambiamento, con un obiettivo chiaro: aiutare l’azienda agricola nel suo percorso per rendersi indipendente nella produzione dell’energia e in particolare alimentare i mezzi agricoli con fonti rinnovabili. Durante Expo 2015, New Holland ha firmato la “Carta di Milano”, per, come si legge nel documento, “disegnare il paesaggio, proteggere l’ambiente e il territorio e conservare la biodiversità”. Oggi, l’Italia è il secondo Paese in Europa per impianti di biometano. Ne ha circa 1.200 che lavorano con il settore agricolo e con quello dei rifiuti. Entro i prossimi cinque anni, si ipotizza che il 15% del fabbisogno di metano arrivi da biometano. Ma perché tutto si realizzi bisogna aumentare la sensibilità sul tema e convertire sempre più impianti verso la produzione di biogas».

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Eros Gualandi

Agricoltura green: l’azienda al centro

E qui torna in gioco l’azienda agricola. «È vero – sottolinea Eros Gualandi – questo tipo di azienda è una realtà che può contribuire a produrre energia rinnovabile in maniera circolare. L’obiettivo è sviluppare sempre più modelli di filiere in grado, da un lato, di fornire il biometano e, dall’altro, di renderne l’uso più automatico. Un esempio di utilizzo? Per le macchine dell’allevamento e della campagna, che tra l’altro sono considerate fra le culture con un bassissimo rilascio di anidride carbonica, e anche per i mezzi di trasporto nelle aree urbanizzate e industriali, e cittadine. E questo a trecentosessanta gradi: dai grandi track al piccolo cabotaggio, basti pensare alle consegne nei centri storici.
In Italia il tema è ben conosciuto, dunque. Un imprenditore ha chiaro il suo progetto verso la sostenibilità, d’altra parte siamo contadini del 2021».
E veniamo al capitolo del risparmio, aziendale e ambientale.  «Il metano – prosegue Emanuele Paganelli – ha l’80% in meno degli elementi inquinanti. Riduce i costi del 30% e produce circa il 50% in meno di rumorosità. Pensate cosa significa anche in termini di sicurezza sul lavoro. Per questo motivo servono nuove leggi nazionali e comunitarie che consentano la nascita o la conversione di impianti per il biogas, con la particolare consapevolezza di quanto possa essere importante l’agricoltura in questo contesto».

Agricoltura green: un settore in sviluppo

Un settore, quindi, che può mostrare in modo significativo i vantaggi di una concreta transizione ecologica. «Tutto ciò che succede nell’agricoltura dà vita – conclude Eros Gualandi – Ai fini della riduzione di anidride carbonica, il gas più clima-alterante, l’agricoltura sta evidenziando numeri sorprendenti, sostenuta da grandi tecnologie. Al momento però il quadro normativo delle agroenergie non è ancora sufficientemente adeguato ai vari e differenziati contesti dell’agricoltura italiana e conseguentemente i costi di questa trasformazione sono alti, perché se è vero che in alcune fasi c’è un risparmio immediato, non è tale da sostenere gli investimenti per la trasformazione e la formazione. La transizione va incentivata dal Pnrr, per essere a breve davvero fruibile».

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A TUTTO METANO

New Holland è precursore nella clean energy leader, con lo scopo di ideare e commercializzare sempre nuove tecnologie per un’agricoltura sostenibile. Con questo obiettivo, nel 2019 è  stato presentato New Holland T6 Methane Power, il primo trattore di serie al mondo alimentato al 100% a metano. L’idea in realtà girava in azienda da diversi anni ma era necessario ridurre alcuni ostacoli iniziali come la scarsa autonomia o la sensazione di prestazioni inferiori al modello tradizionale.

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Questi problemi sono stati superati e, dopo un inevitabile ritardo dovuto alla pandemia, il T6 è pronto per affrontare il mercato internazionale entro il 2021.  Questo trattore si può rifornire direttamente dalla rete gas o da specifiche stazioni a biomassa, con colonnine presenti direttamente in azienda. (M.L.)

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